E Bocelli cantò nell’atrio dell’Ospedale Versilia
Oltre 2000 persone hanno assistito domenica 8 gennaio, nell’atrio dell’Ospedale Versilia, alla consegna dei Premi Atorn assegnati: per la ricerca al professore Austriaco Oleh Hornykiewicz, emerito dell’Università di Vienna che ha scoperto la cura del Parkinson, e per la solidarietà ad Andrea Bocelli.
Il pomeriggio, condotto in maniera brillante da Fabrizio Diolaiuti, è filato via liscio come l’olio, fra premi e riconoscimenti, interventi di politici e di esponenti dell’Atorn, associazione toscana ricerca neurologica.
Ma alla fine quando Bocelli, dopo aver ricevuto il premio su invito di Diolaiuti ha intonato “Musica Proibita” di Gastaldon, dall’atrio si è levato un autentico boato. Al termine di questa prima canzone il pubblico, tutto in piedi, ha acclamato il tenore toscano che, accompagnato dal violinista Brad Repp e dal pianista Carlo Bernini, ha cantato insieme al soprano Maria Luigia Borsi, “Tace il Labbro” di Franz Lehar. Al termine ancora un’ovazione ed il pubblico in deliro a scandire il nome di Bocelli che generosamente ha subito intonato la romanza “Oh Soave Fanciulla” dalla Boheme di Giacomo Piccini.
Insomma quello di domenica, nell’atrio dell’ospedale Versilia, come ha sottolineato il presidente dell’Atorn Gianfranco Antognoli, è stato un pomeriggio davvero unico ed irripetibile.
“Un grande evento per sottolineare l’importanza della ricerca neurologica in italia e nel mondo” ha detto Ubaldo Bonuccelli, direttore scientifico dell’Atorn.
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